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| Tratta: Cavalli che vai, Cilento che trovi |
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| Raduni e Manifestazioni - Equiraduno Nazionale 2010 | ||||
| Giovedì 18 Febbraio 2010 19:10 | ||||
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39° EQUIRADUNO NAZIONALE CAMPANIA 10 - 11 LUGLIO 2010
Tratta: "Cavalli che vai , Cilento che trovi" A cura dell'Associazione Alento Horse House Responsabile: Istruttore Carmine De Feo Il trekking a cavallo "Cavalli che vai, Cilento che trovi" porterà i suoi partecipanti ad ammirare un'ampia fetta di Cilento, attraversando due bellissime valli che sono quella dell'Alento, con l'omonima diga e la valle del fiume Calore con le sue bellissime particolarità naturalistiche. La partenza nel giorno 8 luglio sarà da Ostigliano, frazione del comune di Perito, luogo di nascita e residenza di AlentoHorseHouse, mentre l'arrivo dei partecipanti è previsto per il giorno precedente, 7 luglio per le ore 16:00. I partecipanti, una volta sistemati i propri cavalli saranno condotti all'Agriturismo Solare per il pernottamento e la cena di inizio evento, durante la quale i commensali avranno la possibilità di degustare le specialità mediterranee, accompagnate da pietanze esclusive del posto, il tutto condito da buona musica. Al termine della cena sarà tenuto dall'AHH un briefing di tappa, per le indicazioni e gli accorgimenti in vista del giorno successivo. Ostigliano Ostigliano, frazione del comune di Perito, ospita una piccola comunità di circa 500 persone. Le sue origini risalgono al periodo feudale, quando alcuni pastori cominciarono ad occupare in via sedentaria pascoli e luoghi. Il piccolo borgo si è presto sviluppato passando dalla pastorizia all'agricoltura prettamente di sussistenza con una coltivazione preminente di alberi d'ulivo, che anche oggi rimane la produzione agricola maggiore della località cilentana. Situato aldilà dell'Alento a cui offre le sue sponde orientali, è stato protagonista, come molti altri comuni Cilentani, delle vicende che coinvolsero in aspre battaglie regnanti borbonici, piemontesi e briganti. Fu proprio nel comune di Perito che i fratelli Capozzoli, alti esponenti del brigantaggio cilentano, attratti con l'inganno, furono arrestati dal neo stato italiano, per essere poi giustiziati in monito verso tutti i cilentani. Con un territorio racchiuso nel Parco Nazionale del Cilento è in una posizione invidiabile per raggiungere agevolmente sia le località marittime come Acciaroli, Ascea, Palinuro sia le bellezze del Cilentro inoltrato come il Monte Cervati e la Valle del Calore. L'economia del borgo è costituita per lo più da maestranze in diversi ambienti artigianali ma se non per alcuni singoli casi, il maggior settore d'impiego di queste maestranze è rappresentato dall'edilizia. Lasciatosi Ostigliano alle spalle, la carovana si dirigerà sui sentieri delle colline della valle dell'Alento al picco di Piano Vetrale, punto da cui, dopo una breve sosta si raggiungerà la frazione del comune di Stio, Gorga presso la quale ci sarà la sosta del pranzo. Piano Vetrale Piano Vetrale è la frazione di Orria. Come molti altri piccoli borghi abitati da qualche centinaio se non da qualche decina di persone si dispone lungo una delle dorsali che accompagnano il corso del fiume Alento. Questo piccolo borgo si è distinto per una curiosa scelta dei propri abitanti di dipingere i muri delle proprie abitazioni realizzando dei murales.I Murales, realizzati in più di venti anni di appuntamenti estivi con artisti muralisti sono la particolarità di Piano Vetrale.Il progetto di Legambiente - Arperc "Arte Per Comunicare" ha colorato le mura anonime di cemento armato, richiamandosi al "Genius Loci"con dipinti dedicati alla storia, leggende, usi e tradizioni cilentane, realizzati su quelle costruzioni moderne che avevano alterato l'habitat originario. Avviandosi verso "La Vecchia Fontana" si incontra dipinto il "Dio dell'Acqua Manù", dietro un vicoletto compare la "Ceneraria", la donna che percorreva il paese in cerca di cenere per fare il sapone, mentre, nell'immagine seguente, i tronchi degli ulivi locali si trasformano nei volti solcati dal sole delle contadine, apportatrici di una magica cultura, inoltrandosi si trova il suonatore della "tofa" cilentana per avvisare della pioggia in arrivo, continuando è tutto da scoprire! I Murales e le Mostre Pittoriche annuali sono dedicati a "Paoluccio della Madonnina", il cui vero nome è Paolo De Matteis, valente artista pittore, ottimo allievo di Luca Giordano, nato in questo paese ( 1662-morto a Napoli nel 1728) e che ha lasciato molte importanti opere in varie città. Gorga Gorga "Gurga" (tardo latino gurges, tis = gorgo, fiotto d'acqua: per le sorgenti dell'Alento) posto a m. 536 s.m. dista dal capoluogo 2 km , frazione del comune di Stio, è un piccolo centro, conta poco più di 300 abitanti ed è immerso nel contesto ambientale naturalistico del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano (PNCVD). Dista circa 20 km da Vallo della Lucania e 80 da Salerno. Il fiume Alento inizia il suo corso nelle immediate vicinanze, sul Monte Le Corna, grazie ai tanti torrenti che scendono dalle colline. La particolare struttura del dialetto, la chiesa dedicata a San Gennaro, protettore del paese, la presenza di una cappella millenaria che testimonia la presenza dei monaci basiliani stabilitisi nella regione intorno all'anno 1100, fanno pensare a un processo evolutivo che potrebbe comprendere l'insediamento nella zona di genti che risalivano il corso dell'Alento per cercare zone tranquille e fertili da coltivare. L'isolamento che si imponeva come misura cautelare a quei tempi (peste, malattie sconosciute) ha fatto si che il paese si sviluppasse pian piano intorno alle sorgenti del fiume fino a occupare l'attuale posizione. Sono riscontrabili numerosi ruderi nelle campagne circostanti che sono testimonianza dei passati insediamenti. Per quanto attiene alle notizie documentabili, la storia di Gorga è intimamente connessa alle vicende dello Stato di Magliano di cui faceva parte come casale. Fino al 1811 fu anche Università autonoma, ma nel periodo napoleonico Gorga fu aggregata al Comune di Stio. Successivamente al pranzo, i partecipanti saranno guidati attraverso i sentieri della Valle del fiume Calore per guadagnare le bellissime rive del fiume, fino ad arrivare ad uno dei simboli storici dell'alto Cilento, il comune di Felitto. A Felitto sarà posto il traguardo della prima giornata del Trekking, che si concluderà con la sistemazione dei cavalli, l'alloggiamento dei partecipanti e diverse iniziative gastronomiche e ricreative. I partecipanti potranno godere delle meraviglie strutturali e culinarie del borgo e riprendersi dalle fatiche del viaggio. Felitto Accogliente paese posto nel cuore dell'alta Valle del Calore, si mostra, a chi vi giunge, tranquillo ed ospitale, ma anche maestoso e signorile, grazie al suo grande patrimonio di bellezze naturali e paesaggistiche, che lo circondano e quasi lo abbracciano, ed alle numerose testimonianze storiche, urbanistiche ed architettoniche. Oggi Felitto è famoso particolarmente per i Fusilli, delizia dei buongustai e di tutti coloro che amano consumare un piatto gustoso e genuino. Simili ai bucatini, sono fatti rigorosamente a mano, ad uno ad uno, secondo un antica ricetta tramandata di generazione in generazione. In occasione della più che trentennale Sagra del fusillo, decina di migliaia di persone giungono da ogni parte. Ma Felitto è anche il paese delle Gole del Calore. Le ormai rinomatissime Gole sono diventate meta costante dei turisti italiani e stranieri. Vero e proprio laboratorio naturale che richiama biologi, botanici, geologici, naturalisti, ornitologi, non solo per la presenza della lontra ma anche per le caratteristiche climatiche e per le notevoli varietà della flora; tra l'altro, vi sono state identificate diverse specie di Felci, di cui 73 rare e 3 rarissime. Non a caso nel territorio del Comune di Felitto sono state individuate delle zone SIC (Sito di Interesse Comunitario) e delle zone ZPS (Zone di Protezione Speciale). Le Gole sono anche il regno dei canoisti e degli appassionati di trekking. La genuinità e la bontà dei prodotti enogastronomici, l'originalità del centro storico, la maestosità del Castello medioevale, la lussureggiante vegetazione, il rasserenante e rinfrescante verde di Remolino e dei Framonti, le meravigliose sculture naturali, comprese le originali "marmitte dei giganti", nelle Gole del Calore, il suggestivo ed interessante Museo della civiltà contadina, l'accoglienza e signorile piscina comunale nel suggestivo centro sportivo, fanno di Felitto una meta esclusiva, che solo visitando si può conoscere ed apprezzare. La seconda giornata del trekking partirà da Felitto per raggiungere, valicando le vette montuose a più di 1200 m.s.m., il comune di Trentinara. Saranno percorsi bellissimi sentieri, i quali si dilungano sino al territorio comunale di Roccadaspide. Risalendo le pendici del monte Vesole e riposando alla sua sommità in occasione del pranzo, si avrà la rara occasione di ammirare uno dei panorami più incantevoli della Campania tutta. Giunti nel Comune di Trentinara, dopo aver percorso 30 km circa, si provvederà al governo dei cavalli e all'alloggio dei cavalieri/amazzoni. La cena si terrà presso l'Agriturismo "L'Aia". Anche in questo caso si avrà la possibilità di godere delle bontà, delle bellezze del posto e rilassarsi grazie all'ospitalità ed alla gentilezza degli abitanti di Trentinara. Trentinara E' un antico borgo arroccato sulla sommità della rupe Cantenna, svetta a 606 metri di altitudine ergendosi a picco sulla piana ubertosa del Sele che degrada lenta al mare dominando tutto il Cilento. Una posizione privilegiata, unica che consente allo sguardo di spaziare dalla Costiera Amalfitana, passando per Capri giù fino in fondo a Capo Palinuro. " Chi vuole avere la impressione di volare in aereo avendo i piedi ben saldi sul terreno, anzi sulla roccia, deve venire quassù, e fermarsi in qualche punto donde si possa vedere il sottostante paesaggio." Il suo territorio sito per la maggior parte al di sopra dei 500 metri sul livello del mare, è cinto a settentrione e a oriente da due montagne: Difesa Soprana, di m.1082 e M.Vesole di m. 1210 che offrono scenari mozzafiato uniti a una natura incontaminata. L'elemento che ne fa un paese unico nel suo genere è la magnificenza del paesaggio che muta in un'unicità di respiro con chi lo abita, inserito nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco. Le origini di Trentinara si perdono nella notte dei tempi, sorto nel periodo protostorico quale villaggio fortificato riconducibile alla civiltà Appenninica del II° millennio a.C. , riconfermato in età lucana e utilizzato dai romani che da qui ricavavano le acque per dissetarsi e per coltivare le celebri rose di cui hanno parlato i più famosi poeti latini, con in testa Virgilio e Ovidio. Un nucleo permanente di soldati, le guardie trentennarie da cui alcuni vogliono far derivare il toponimo di Trentinara, faceva costantemente la guardia all'acquedotto che raccoglieva le acque delle sorgenti Fontana Secca, Vetuso, Forma e Ospitale. Il primo vero nucleo abitativo dovrebbe risalire all'epoca delle invasioni saracene (800 d. C.) e dei relativi saccheggi di Paestum che provocarono la fuga dei suoi abitanti i quali si rifugiarono sui colli sovrastanti. La sua storia segue quelle che sono le vicende degli altri feudi del Cilento, passando da una signoria all'altra. Intorno alla metà del '500 passò sotto il dominio del celebre poeta Berardino Rota, che ne fece meta privilegiata dei suoi soggiorni cilentani e che spesso la nomina nei suoi versi dedicati alla moglie, Porzia Capece. All'epoca dell'abolizione della feudalità i signori di Trentinara erano i marchesi De Angelis di Sorrento. Rilevante nella storia del paese è il 12 luglio del 1848 quando nell'abitato si svolse l'epilogo dei moti cilentani contro la monarchia borbonica nel quale molte giova ni vite vennero sacrificate per il raggiungimento della libertà. Il centro storico di Trentinara si estende su di un'area di circa 12ha ed è il risultato dell'evoluzione e delle sedimentazioni culturali che dal IX sec. d. C. in poi si sono susseguite nel paese. L'abitato originariamente doveva presentare due porte di accesso: porta soprana nella parte più alta verso est e porta Sottana in direzione sud ovest. Il dedalo intricato di strade e vicoli che ancora oggi si osserva rispecchia la struttura urbana medievale. Una parte del centro storico conserva l'aspetto antico fatto di strade lastricate di vetusti vasoli ai lati dei quali si ergono silenziose case in pietra, quella pietra locale che ovunque inondava i campi e che con immensi sforzi è stata adoperata per la costruzione delle strutture abitative. Da vedere la piazzetta panoramica, belvedere del Cilento, l'antica chiesa di S. Nicola risalente all'XI sec. in stile romanico, la chiesa del Rosario di fondazione antica ammodernata nel 1747 e arricchita con alcune tele tra cui una pala d'altare della scuola di Francesco Solimena. Questa e altre pale presenti sono state purtroppo trafugate, ma i recenti restauri hanno operato una ricostruzione fedele dei dipinti andati perduti. Notevole anche il soffitto ligneo di pregevole fattura.Tra le attrazioni turistiche del paese va ricordata sicuramente la piazzetta panoramica, denominata la "Terrazza del Cilento", poiché è possibile godere di un favoloso panorama che abbraccia tutta la Piana del Sele, gli scavi archeologici di Paestum, tutto il Golfo di Salerno, dalla baia di Agropoli alla costiera amalfitana, fino a vedere l'isola di Capri. Da visitare anche la preta 'ncatenata così chiamata perché si tratta di due macigni incastonati tra di loro. Poco distante dal centro abitato vi sono poi le attrattive cascate del Solofrone, nei pressi del Monte Tremonti. Tra i vari luoghi caratteristici una menzione particolare spetta alla Chiesa sconsacrata di San Nicola, risalente all'XI secolo ed ancora straordinariamente intatta. Oggi è adibita a museo dell'artigianato. L'economia si basa principalmente sull'agricoltura, in particolar modo ulivi e vigneti, e sul turismo nel periodo estivo. Siamo così giunti al terzo ed ultimo giorno del trekking "Cavalli che vai, Cilento che trovi", ma il meglio deve ancora arrivare! Un volta in sella la meta sarà Paestum, una delle meraviglie del mondo antico che l'Italia annovera tra le sue testimonianze storiche più eccelse, un sito di straordinaria valenza storica e architettonica, culla di civiltà, ammirato ed invidiato da tutto il mondo. Paestum E' un'antica città della Magna Grecia sacra a Poseidone (fu chiamata Poseidonia) ma devotissima anche a Hera e Atena. Il suo territorio è ancora oggi cinto dalle mura greche, così come modificate in epoca lucana e romana poi. La città fu fondata intorno all'inizio del VII secolo a.C. da coloni Greci provenienti da Sibari (Sybaris) con il nome di Poseidonia. La ricchezza della città è documentata dalla costruzione avvenuta tra il VI ed il V secolo a.C. di grandi templi le cui rovine si sono ben conservate fino ai giorni nostri. In seguito all'invasione dei Sibariti, alcuni "esuli pestani" si rifugiarono nell'entroterra dando vita all'insediamento di Controne. Nel V secolo a.C. i Lucani, popolo italico di ceppo Sabellico, conquistarono la città e le diedero il nome di Paistom. Nel 273 a.C. divenne colonia romana di diritto latino con il nome di Paestum dopo che la città aveva parteggiato per il perdente, Pirro, nella guerra contro Roma agli inizi del III secolo a.C. La città rimase sempre sotto il dominio romano, ma iniziò ad entrare in declino fra il quarto ed il VII secolo, probabilmente a causa dei cambiamenti nel drenaggio che portarono all'impaludamento e al contemporaneo arrivo in Europa della malaria. Dopo le distruzioni portate dai Saraceni nel IX secolo e dai Normanni nell'XI, il sito fu abbandonato durante il Medioevo, quando gli abitanti, allontanatisi, fondarono Capaccio. Assieme alla frazione Laura fu interessata, il 9 settembre 1943, dagli sbarchi delle forze alleate durante l'operazione Avalanche. Particolarmente importanti sono i tre grandi templi, due di ordine dorico, e uno di ordine dorico e ionico, che costituiscono alcuni dei migliori esemplari di questi stili.
Esiste anche, a circa 1 chilometro da Paestum, una necropoli del Gaudo estesa su circa 2000 m², con circa una trentina di tombe denominata Necropoli del Gaudo, attribuita alla facies culturale definita cultura del Gaudo. La necropoli fu scoperta casualmente dallo US Army, nel corso dell'operazione Avalanche, nei lavori per la realizzazione di una pista di atterraggio. Si deve alla sensibilità culturale dei comandi militari USA la salvaguardia del sito e la sua segnalazione alle autorità competenti. Paestum è anche località balneare dotata di una spiaggia sabbiosa, lunga 15 km, cinta da una pineta affacciata sul mar Tirreno. Il museo mostra un' importante collezione di antichi oggetti greci dell'Italia meridionale. Sono esposti pezzi derivati dai ritrovamenti dei dintorni di Paestum, in primo luogo i corredi funebri provenienti dalle necropoli greche e lucane. Tra questi molti vasi, armi e dipinti. I più importanti sono i dipinti provenienti dalla celebre Tomba del tuffatore (480-470 a.C.), unici esempi di pittura greca di età classica e della Magna Grecia, che interpretano la transizione dalla vita al regno dei morti, come un salto del tuffatore nell'acqua.Notevole per importanza è anche il ciclo di tombe affrescate appartenente al periodo lucano della città.Al museo è anche allestita l'esposizione dei cicli metopali provenienti dall'Heraion del Sele. Dopo l'XI secolo Paestum cadde nel più completo oblio e fu riscoperta solo nel XVIII secolo, quasi contemporaneamente alle città romane di Pompei ed Herculaneum. La riscoperta ebbe al tempo grande attenzione. Una spedizione nella palude era tappa obbligata del Grand Tour, il programma di viaggi di formazione artistica.
Qui si concluderà la nostra esperienza di viaggio, la quale non poteva avere una meta più bella e più ambita. Dopo aver percorso decine di km in sella ai nostri amici cavalli ed essere stati testimoni di una delle esperienze più belle che il territorio cilentano ha da offrire, insieme, entreremo a far parte di un evento veramente unico ed irripetibile, l'Equiraduno Nazionale Fitetrec-Ante Paestum 2010.
A tutti voi, buon viaggio... Alento Horse House |
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Marzo 2010 17:40 | ||||





